Poesia di Pasqua
di Pietro Valpreda

A Cristo
Oh capellone di Galilea.
quando scacciasti i mercanti
dal tempio;
tu diventasti iconoclasta.
Oh capellone di Galilea
le turbe volevano essere salvate
non salvarsi;
tu diventasti avanguardia.
Oh capellone di Galilea
hanno asfaltato il calvario
di isotopi.
di smog e timbri di acciaio.
Oh capellone di Galilea
hanno divelto gli ulivi
per costruire
immensi reticolati di atomi.
Oh capellone di Galilea,
ora il fiele non si beve,
in calici di legno di cedro;
ma si beve coca cola,
in anonimi bicchieri carta.
di Pietro Valpreda
Auguri per la Santa Pasqua

A Cristo
Oh capellone di Galilea.
quando scacciasti i mercanti
dal tempio;
tu diventasti iconoclasta.
Oh capellone di Galilea
le turbe volevano essere salvate
non salvarsi;
tu diventasti avanguardia.
Oh capellone di Galilea
hanno asfaltato il calvario
di isotopi.
di smog e timbri di acciaio.
Oh capellone di Galilea
hanno divelto gli ulivi
per costruire
immensi reticolati di atomi.
Oh capellone di Galilea,
ora il fiele non si beve,
in calici di legno di cedro;
ma si beve coca cola,
in anonimi bicchieri carta.
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