
Poesia di Diego Valeri
Dicembre
Tristi venti scacciati dal mare
agitavano la città notturna.
Da nere gole aperte tra le case
rompevano, invisibili
ombre, con schianti ed urla; ..
si gettavano per le vie deserte,
ferme nel bianco gelo dei fanali,
urtavano alle porte
sbarrate, s'abbrancavano alle morte
rame d'alberi; dolenti,
scivolavano lungo muri lisci,
dileguavano via,..
Ora mi sporgo all'attonita pace
della grigia mattina: tutto tace.
Il gran cipresso assorto, col suo verde
strano, nell'alta luce. Un coccio lustra
tra la .terra bruna dell' orto.
Non c'è voce umana,
grido d'uccello, rumore di vita,
nell'aria vasta e vana.
C'è solo una colomba
tutta nitida e bionda,
che sale a piccoli passi la china
d'un tetto, su tappeti
fulvi di lana vellutata, e pare
una dolce regina
di Saba
che rimonti le silenziose scale
della sua fiaba.
agitavano la città notturna.
Da nere gole aperte tra le case
rompevano, invisibili
ombre, con schianti ed urla; ..
si gettavano per le vie deserte,
ferme nel bianco gelo dei fanali,
urtavano alle porte
sbarrate, s'abbrancavano alle morte
rame d'alberi; dolenti,
scivolavano lungo muri lisci,
dileguavano via,..
Ora mi sporgo all'attonita pace
della grigia mattina: tutto tace.
Il gran cipresso assorto, col suo verde
strano, nell'alta luce. Un coccio lustra
tra la .terra bruna dell' orto.
Non c'è voce umana,
grido d'uccello, rumore di vita,
nell'aria vasta e vana.
C'è solo una colomba
tutta nitida e bionda,
che sale a piccoli passi la china
d'un tetto, su tappeti
fulvi di lana vellutata, e pare
una dolce regina
di Saba
che rimonti le silenziose scale
della sua fiaba.
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