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Poesia di Giacomo Noventa - Il giudizio universale

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Poesia di Giacomo Noventa


Il giudizio universale




Cô no’ ghe sarà più stele nel ciel,
E anca el sol sparirà
Ne la luse de Dio,
Quando i morti dal mar tornarà,
E da l’inferno e dal ciel,
Quando i angeli ne ciamarà
Al Giudizio de Dio,
E nissun,
Né i re de la tera e i so servidori,
Cercarà più de sconderse,
Quando el tempo se misurarà
Col tempo dei morti,
Quando Dio lezarà nel gran libro,
E nei nostri libreti,
Quel, che par esser fati a so imagine,
E prisonieri del tempo,
Se gà vùo da penar,
Una vose ne arivarà
Dal coro dei angeli:
«Lassé che i boni me vegna vicin
E i cativi... un fià più in là.»
Dio, tuti, el ne graziarà.







Traduzione in italiano


Il giudizio universale



Quando non ci saranno più stelle nel cielo,
E anche il sole sparirà
Nella luce di Dio,
Quando i morti dal mare torneranno,
E dall’inferno e dal cielo,
Quando gli angeli ci chiameranno
Al Giudizio di Dio,
E nessuno,
Nemmeno i re della terra e i loro servitori,
Cercherà più di nascondersi,
Quando il tempo si misurerà
Col tempo dei morti,
Quando Dio leggerà nel gran libro,
E nei nostri libricini,
Quello, che per esser fatti a sua immagine,
E prigionieri del tempo,
Si è avuto da soffrire,
Una voce ci giungerà
Dal coro degli angeli:
«Lasciate che i buoni mi vengano vicino,
Così vicino, come lo erano vivendo.
E i cattivi... un poco più in là.»
Dio, tutti quanti, ci grazierà.
Poesia di Giacomo Noventa - Il giudizio universale
 

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