Poesia Festa della mamma
di Diego Valeri
Sogno
Quando con sordo passo cammino
per le tortuose vie del sonno,
scialbi entro l'ombra errori di luce,
una forza che non so mi conduce
attraverso tanti luoghi del mondo
sempre a quel punto, come a un destino.
È l'incrocio di due lunghe strade
che arrivano stanche da chi sa dove
tra un barcollare di portici bassi
un lastricato di lividi sassi,
nudo sotto un sole freddo che piove ;
lucidi raggi come spade.
E là mi giunge improvviso il pensiero,
sempre quello, che mia madre è morta.
Mia madre morta... Ma dove? Quando?
Forse da un attimo, forse da tanto.
Qualcuno forse in quest'ora la porta,
piangendo in silenzio, al cimitero.
(Oh non ritorni tu, ma il dolore
mio solo, che duole come un rimorso.
Quasi t'avessi fatto un gran male,
o madre, e fossero tutte vane
le mie lagrime, vano il soccorso
del tuo donato perduto amore.)
E resto assorto sotto quel sole
senza colore e senza fuoco,
in quel crocicchio d'immobilità;
e guardo attorno la gente che va
leggera e labile, come in un giuoco,
con cenni vaghi e incompiute parole.
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