
Poesia festa della mamma
di Mario Cherighin
E' nata una creatura
Tranquillo come ogni giorno,
così anche questo mattino
hai aperto g li occhi, bambino.,
e sorridendo guardi intorno.
Filtra un vivido sole
attraverso la chiusa finestra
insieme a piane parole
che hanno sapore di festa.
Ascolti un volar tacito
di passi in qualche stanza:
sembra d'angeli una danza
tra un sussurro di soffici baci.
Ecco un tremulo vagito,
quasi un belare umano:
sembra giungere di lontano
dopo un viaggio infinito.
Rapido t'alzi, chiedi,
ansioso, che mai c'è.
La voce ripete "u èeee! o.. U èeee!"
Qualcuno Leva dalla bocca un dito;
tu vai in punta di piedi
verso un silenzioso invito
e sorridi a ciò che vedi.
Scesa da chissà quali cieli,
ravvolta in candidi veli,
come tra i petali il cuore
profumato di un fiore,
in una culla vaporosa
s'agita qualcosa:
una creatura novella
la tua piccola sorella.
I suoi occhi color del mare
non sanno ancora guardare;
la sua boccuccia fresca
odora di latte e di pesca;
le sue chiuse manine
paiono in boccio roselline.
Tu la contempli quasi smarrito.
Quand'ella, Gol suo vagito,
sembra chiedere: "Uèeee...
la mia mammina, dov'è?"
Domandi anche tu perchè
lì, presso, mamma non c'è.
La mamma è tanto stanca!
Ella passò la notte bianca:
fece un lungo cammino
tingendo al cuore quel cuoricino.
Sapessi com'è aspra la via
di dolore e d'agonia,
per giungere sino al Signore
e domandargli un nuovo cuore!
Anche per te, così
ella tanto soffrì
in un lontano dì
e depose in questa culla
la tua anima fanciulla.
Ora dorme, ma appena
si sveglierà serena,
vicino a sè vorrà
la sua trepida felicità:
quella creatura fresca
che odora di latte e di pesca
e vagisce così
come tu pure un dì.
| < Prec. | Succ. > |
|---|




