
Poesia di Vittorio Betteloni
Però, se appena appena
Vittorio Betteloni nacque a Verona nel 1840; studiò con Aleardo Aleardi; si laureò a Pisa, in legge. Visse quasi sempre a Verona, dove insegnò letteratura italiana; morì a Bolzano nel 1910. Le sue principali raccolte di versi, In primavera del 1869,
Nuovi versi del 1880 (apparsi con una prefazione del Carducci), e Crisantemi del 1903 si distinguono dalla produzione coeva per un'insistente ispirazione prosastica, dettata da un realismo quotidiano e dimesso. I versi che seguono, del poemetto «Per una crestaia» compreso nella raccolta In primavera, sono tratti da Opere complete, 1946-53.
Poesia di Vittorio Betteloni -
Però, se appena appena
Però, se appena appena
m'avessi tu concesso
io t'avrei spesso
condotta a cena.
Si stava assai benino
un tempo a la Regina!:
buona cucina,
ottimo vino.
Là si potea cercare
il più riposto canto,
seduti accanto
gozzovigliare.
Quale a mensa il marito
suol far con bella sposa,
io d'ogni cosa.
t'avreI servito.
T'avrei del fritto scelti
i più dolci pezzetti,
All'arrosto spiccato
avrei la miglior carne
per dilettarne
il tuo palato;
con saggio accorgimento
l'insalata condita,
e a te le dita
ungervi e il mento.
Né pensar che pertanto
non t'empissi il bicchiere,
com'è dovere,
spesso, frattanto;
che a volte il mangiar troppo
non mi ti faccia nodo;
or bevi, è il modo
di tòr l'intoppo.
Anco alla gioia, induce...
Già tutti sanno, cose
miracolose
il vin produce!
Che cicaleccio gaio
non m'avresti tu fatto!
Ed io che matto,
che parolaio!
Che chiasso senza fine,
e che risate! a mensa
non ci si pensa
a merli o trine.
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