
Poesia d'amore di Vittoria Aganoor Pompilj -
La vecchia anima sogna
Vittoria Aganoor Pompilj nacque a Padova nel 1855 da nobile famiglia di origine armena; studiò con Giacomo Zanella e con Enrico Nencioni che le fece conoscere la poesia straniera contemporanea.
Visse a Venezia; poi in Umbria e a Roma, dopo il matrimonio con Guido Pompilj deputato e uomo politico di Perugia.
Nel 1900 pubblicò i suoi primi versi in Leggenda eterna, cui seguirono, nel 1908, Nuove liriche.
Fu legata sentimentalmente al poeta Domenico Gnoli morì nel 1910.
Il brano che segue, dal «Diario di un'ignota», è tratto da Poesie complete,
Poesia d'amore di Vittoria Aganoor Pompilj
La vecchia anima sogna
La vecchia anima sogna... Oh vieni! andremo
come allor, di silenzio e d'ombre in traccia,
stretti per man, nella tranquilla sera
d'aprile, senza proferir parola.
La mia pallida faccia
chiudero intorno come una spagnola
nella mantiglia nera,
né tu vedrai le rughe del mio volto
già sfiorito, né i miei grigi capelli.
E torneran giovanilmente belli
questi occhi, nelle miti ombre dell'ora;
l'anima mia per essi (oh mie velate,
stanche pupille che piansero tanto!)
manderà lampi ancora,
e ancora evocheremo, nell'incanto
d'aprile, le passate
estasi e dolce invaderà lo spirito
un bisogno di fede e di preghiera.
Oh nella notte andar di primavera
tra le fragranze delle prime rose
e la solfa pacifica dei grilli.
Andar muti così stretti per mano,
nel sonno delle cose
e il vivo fiotto dell'amor lontano,
come onda che zampilli
fresca improvvisa fuor da un'arsa rupe,
erompere dal nostro arido cuore!
Non credi tu che il seppellito amore
risorgerebbe? Oh ch'io riprovi un'ora
sola d'ebbrezza, un attimo d'oblìo
per le angosce dell'anima patite!
Oh ch'io risenta ancora
l'impeto nel mio cor di mille vite
benedicenti Iddio,
Dio che agli uomini diè la giovinezza
e alla patria degli uomini l'aprile.
Viene il vento recandomi un sottile
odor di selva; annotta, e sui tranquilli
campi l'ombre si stendono. Una nota
!impida sale,. si ripete, erompe
In improvvisi strilli,
in una frenesia di gioia, ignota
a noi, fatti di fango e di menzogna.
La notte ascolta e beve da quel canto
l'estasi. La mia vecchia anima sogna.
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