
Poesia Amore
di Giuseppe Maccari
Amore
È l'aer cheto; il ciel d'un nuvolato
leggier coperto, spira una gentile
melanconia pe' i campi; e ad ora a.d ora
s'ode lo scoppio di lontan, che viene
dalla valle ove fruga il cacciatore.
Ecco s'inoltra autunno pampinoso.
O donna mia, vien meco alla campagna;
sulla verzura tenera seduti,
tutta vedrem nella vendemmia allegra
la villereccia turba affaticarsi;
le dolci uve ne' candidi canestri
ti recheran le gaie forosette;
n'andrem di poi pe' languidi giardini;
di pochi fior sbocciati alla fresc'alba
ti vestirò la chioma delicata;
ti farò ricco di gesmini il seno
giovinetto, la fronte bacerotti;
tu mi dirai novellamente, «lo t'amo;»
e se improvviso alcun senso t'assalga
di soave tristezza, sul mio petto
languidamente chinerai la testa.
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