
Poesia di Primavera
di Renato Verdina -
Nube -
Un fragile cirro
nel cielo ventoso,
così tenue, così solo,
che un ricciolo pare di bimbo,
su soffice raso azzurino.
Il vento ci gioca
e l'etere fondo
l'afferra,
nel seno infinito,
ché forse
stupore gli reca
quel ricciolo d'angelo,
bianco, sperduto.
Il vento lo sfascia,
si sforma, si sfrangia
e tanto più piccolo
pare
nel gurgite astrale.
S'affonda, si sperde
nell'ombra serena
e forse non pena,
lasciandosi tutto cangiare,
in fulgida luce
azzurrina.
L'estremo biancore
con lene tremore
s'inazzurra, per sempre.
Un soffio di squisita delicatezza pervade l'intera lirica, a che riesce ad esprimere, con la soavità delle immagini· riflettere. e la lievità della melodia, la tenue inconsistenza della piccola nube, che si dissolve nell'azzurro.
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