
Poesia di Giuseppe Porto -
Colli Umbri -
Si profilano colli
con i ruderi in vetta
di rocche: neri e molli
cipressi stanno all' erta.
E sui dolci declivi
arruffano nel vento
schiere di storti ulivi
mille chiome d'argento.
Altri colli rotondi
innalzano come pissidi
vecchi grigi paesi:
paesi di chiese altissime
e di torri e di ponti
e di genti cortesi
che la stessa natura
cinse di balze e mura.
E' l'Umbria luminosa
quella del Fraticello
d'Assisi, che ogni cosa
chiamò suora e fratello:
che con la dolce voce
alzava il canto lieto,
che a Gubbio il feroce
lupo te' mansueto.
Appaiono corone
di finestre e portali
attorno allo splendore
di antiche cattedrali
che potrebbero stare
nella mano d'un santo:
come quelle distinte
città che, sotto il manto
del santo protettore,
si vedono dipinte
nelle pale d'altare:
o alzate come un fiore.
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