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24 Maggio
2012    
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Home Poesie per la Patria Poesie Giuseppe Garibaldi I mille partono da Quarto di Gustavo Sacerdote

I mille partono da Quarto di Gustavo Sacerdote

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Da vita di Garibaldi





I fortunati fra i veterani, quelli ch'erano destinati a partire, cominciarono, sul cadere di quella notte, ad uscire da Genova per la Porta Pila, chi solo, chi con qualche amico, come se andassero a diporto.

Quasi nessuno armato. Andavano alla Foce od a Quarto, secondo gli ordini ricevuti; e per tutto quel percorso di circa tre miglia passarono senza canti e senza evviva, tra una folla di cittadini, che li salutavano a capo scoperto, in amoroso silenzio, commossi, compresi - i salutanti
come i partenti - della grandiosa solennità del momento.

Alla Foce ed a Quarto erano le barche che li dovevano trasportare ai due vapori. Intanto mentre Nino Bixio s'impadronisce del  Piemonte  e del  Lombardo della Società Rubattino, un gruppo di fedeli davanti alla camera del Generale, nella villa Spinola, sta aspettando, impaziente, che egli esca. Alle otto e mezzo in punto si spalanca finalmente la porta, e compare nella sala Garibaldi.
Ha deposto i neri abiti civili, ed appare nell'uniforme ch'ei porterà poi per tutto il resto della vita, a casa, in Parlamento, al campo...
Salutati piacevolmente quanti erano della sala, egli usci dalla villa, seguito dal suo stato maggiore, e attraversò il lungo viale, su cui stavano schierate alcune centinaia di volontari.

Al lume del crepuscolo limpidissimo si vide il bello e maschio volto dell'Eroe, raggiante, animato da un insolito brio.
Usciti che fummo sulla via maestra - come racconta l'ufficiale di ordinanza di Garibaldi - trovammo un visibilio di gente a piedi e in carrozza; ben poteva dirsi che da Quarto a Genova fosse una processione non interrotta di uomini e di donne.
Era una folla avida di vederci, di salutarci e di augurare in nome d'Italia la vittoria al magnanimo nostro condottiero .

Ma i vapori ancora non si vedono. Scoccano le dieci, le undici, mezzanotte; le barche si cullano impazienti sulle acque davanti allo scoglio; e il  Piemonte e il  Lombardo non appaiono.

Sono le due dopo mezzanotte e nessun segno è uscito dal porto.
Garibaldi, fremente d'impazienza, si fa portare con la barca presso la bocca del porto per vedere che cosa sia nato.

Una cosa semplicissima era nata. La « cattura» e la messa in
azione dei due vapori era durata più di quel che si era creduto...
Finalmente verso le tre e mezzo, dopo sei ore di attesa, furon
visti da Quarto i fanali rossi e verdi, e i due vapori che, sbuffando, venivano avanti. Allora si ripetè, davanti allo scompiglio, il trambusto che si era già visto
davanti alla Foce.

Le barche si assiepavano sotto i fianchi dei due legni, e tra i volontari cominciò un gran parapiglia per esser presi a bordo.
Garibaldi salì sul «Piemonte », raggiante di gioia per essere nuovamente l'ammiraglio di una flotta da guerra; minuscola la flotta, ma grande l'impresa.
I mille partono da Quarto di Gustavo Sacerdote
 

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