Nasce l'Inno nazionale
Nel Lombardo-Veneto la notizia della concessione della Costituzione a Napoli, in Piemonte, in Toscana, nello Stato del
Papa, aveva suscitato agitazione e dato vita a vari complotti.
Un fremito percorreva tutta la Penisola. Proprio in quei giorni il giovanissimo poeta Goffredo Mameli scriveva l'Inno famoso « Fratelli ,d'Italia » che cent'anni dopo sarebbe diventato l'inno nazionale della Repubblica Italiana. Michele Novaro è stato il compositore della musica dell'Inno Nazionale Italiano, L'Inno di Mameli
L'Inno di Mameli
L'inno degli Italiani
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a corte,
siam pronti alla morte;
l'Italia chiamò.
Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
l'Italia chiamò,
Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Italia chiamò,
Dall'Alpe a Sicilia
dovunque è Legnano;
ogn'uom di Ferruccio
ha il core, ha la mano;
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla;
il suon d'ogni squilla
i vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte:
Italia chiamò.
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