Francesco Mazzola detto Parmigianino (Parma il 1503 -Casalmaggiore, 1540), interpreta in senso nettamente manieristico l'opera del maestro.
Già nel I 5 24, del resto, va a studIare a Roma Raffaello e Mlchelangiolo; e non ritorna a Parma che nel 1531, dopo aver lavorato a Bologna e conosciuto a Firenze i manieristi toscani. Manca al Parmigianino l'impulso sentimentale e religioso; è un temperamento sottile e sofistico, la sua passione è l'alchimia, e anche questo può essere un segno della tendenza arcaistica che stranamente si associa in lui ad un modernismo ad oltranza, addirittura utopistico.
La Madonna dal collo lungo, alla fine della sua breve carriera, è l'opposto delle Madonne
« amabili» del Correggio: lontana, ermetica, astratta, chiusa nella sua estrema eleganza come in una corazza, con un volto di onice, le vesti di vetro soffiato e, intorno, simboli strani come le lunghe colonne che non reggono nulla o il magro profeta che predica al deserto e pare uscito da una tavola del Tura o di Ercole De' Roberti.
La Madonna dal collo lungo

La Madonna dal lungo collo, lasciata incompiuta alla morte dell'artista;
tavola, m 2,14 x1,33. Firenze, Uffizi
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