
Biografia di Gesualdo Bufalino
Gesualdo Bufalino (1920 -1996) tracciava così, nel 1981, il proprio profilo biografico: Sono nato a Comiso, in Sicilia, nel 1920; ho studiato a Catania; sottotenente nel Friuli, fui catturato dai tedeschi nel' 43, ma scappai e rimasi allo sbando nelle campagne di Sacile, finché potei raggiungere certi amici in Emilia. Qui, dopo vicissitudini varie per sfuggire agli editti tedeschi, m'ammalai e rimasi, trasferendomi dopo la liberazione a Palermo, in un sanatorio della Conca d'Oro. Guarito, sono tornato, per non partirne più, a Comiso, dove ho insegnato a lungo fino alla pensione, anni fa». L'autore awertiva però che queste scarne notizie dovevano essere integrate con qualche dato sulla sua .anagrafe intellettuale»: la precoce passione per la scrittura, la diffidenza per la storia, collana inerte di errori , il sentimento della vanità della vita e, dunque, il .bisogno di ancoraggi e di tane, che possono essere volta a volta il paese, i ricordi, la scrittura».
Oltre a ciò, un cristianesimo ateo e tremante, inetto a capire se l'universo sia salute o metastasi, grazia o disgrazia»; e, in letteratura, un amor di menzogna e di musica, purché radicate nel punto favoloso e geometrico del dolore e della memoria» e una predilezione particolare per Proust e Leopardi.
Scrittore per vocazione fin dalla giovinezza, pubblica il primo libro, il romanzo Diceria dell'untore (1981), soltanto a sessant'anni, restio a uscire dall'anonimato e ad affidare i suoi testi al sigillo definitivo della stampa.
Ciò che rende inconfondibile la sua scrittura nel panorama della letteratura contemporanea è lo stile prezioso, barocco, turgido («il modo che resta per contrastare l'ossificazione del mondo in oggetti senza qualità»).
Nell'opera poetica, riunita nell'unica raccolta L'amaro miele (1982, ampliata poi nella seconda edizione, del 1986), si ritrovano sia l'abbandono lirico, la confessione delle proprie emozioni, sia l'esuberanza stilistica, la fiducia nell'.energia espressiva ed esplosiva della parola».
Più noto per le opere di narrativa, Bufalino ha pubblicato, dopo Diceria dell'untore, Argo il cieco (1984), L'uomo invaso (1986), Le menzogne della notte (1988).
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